APE SOCIALE E PRECOCI VANNI VIA IN 60 MILA

“Circa 35.000 persone all’anno rientreranno nell’Ape sociale”, mentre i precoci che potranno us­cire dopo 41 anni saranno “circa 25.000 all’anno”. Lo af­ferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio To­mmaso Nannicini in un’intervista al Corriere della Sera a proposito delle misure sulle pensioni inserite nella legge di bilancio. Rispondendo alle critiche della Cgil, Nannicini sottolinea che “sulla previdenza ci saranno 7 miliardi, quindi più dei 6 annunciati. E anche la C­gil condivide sei misure: cumulo, precoci, usuranti, penalizzazioni, 14esima, no tax area, mentre esprime riserve su due, A­pe e Ape sociale”. Per Nan­nicini “abbiamo dato risposte promuovendo equità e flessibilità, senza mettere a repentaglio i conti pubblici”. Inoltre “secondo la Corte dei Conti, gli interventi sulle pensioni hanno dato risparmi per oltre 30 mi­liardi all’anno. Usarne 2,5 per aiutare chi è in condizioni di bisogno e introdurre un elemento di flessibilità non toglie nulla ai giovani”, evidenzia il sottosegretario. Potranno quindi uscire dal lavoro nel 2017 coloro che sono nati fino al 1954, una volta compiuti 63 anni. Per chi ha un lavoro l’anticipo sarà pagato con rate di ammortamento sulla pensione mentre, per coloro che sono disoccupati e non hanno am­mortizzatori sociali, l’anticipo sarà gratuito (purché l’importo della pensione non sia superiore ai 1200 euro netti).