BANCA INTESA: SI CHIUDE L’ERA DI ROBERTO BAZOLI

Dopo 34 anni dalla sua nomina a presidente dell’istituto sorto sulle ceneri del crac dell’Ambrosiano di Roberto Calvi, Roberto Bazoli,  il professore bresciano, classe ’32 e laurea in giurisprudenza, lascia il vertice di Intesa Sanpaolo. A succedergli è Gian Maria Gros-Pietro, mentre a lui, come stabilito dal nuovo statuto, andrà la carica, non retribuita, di presidente emerito. Un mandato di tre anni a garanzia della transizione della governance duale da lui architettata dopo la fusione con Torino al nuovo sistema monistico.Un incarico che servirà non soltanto a promuovere le numerose iniziative culturali della banca, come già fatto in questi anni con la creazione delle Gallerie d’Italia in Piazza della Scala e il restauro dell’abitazione di Alessandro Manzoni; ma anche a fornire consigli al board guidato da Carlo Messina: Bazoli potrà infatti esprimere pareri e partecipare alle riunioni del consiglio, con funzione consultiva, su richiesta del presidente o del consigliere delegato.Bazoli, che gli amici chiamano semplicemente ‘Nanni’, lascia quindi la poltrona di presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, consegnando in eredità la terza banca più grande d’Europa e la prima in Italia per capitalizzazione (oltre 41 miliardi) e per erogazione del credito. Insomma, un gigante al centro dell’economia del Paese con oltre 48 miliardi di euro di nuovi crediti erogati a medio-lungo nell’ultimo esercizio.