BANCA POPOLARE DI VICENZA: CHIEDONO I DANNI A ZONIN Il primo Cda dell’era Atlante comincia con il via all’iter dell’azione di responsabilità. Contatti con fondi statunitensi.

Il primo Cda dell’era Atlante comincia con il via all’iter dell’azione di responsabilità. Il presidente della Banca Popolare di Vicenza, Stefano Dolcetta, dando seguito a quello che aveva detto nel corso dell’ultima famigerata assemblea, come sottolinea Il Giornale di Vicenza, passata alla storia come quella dello stop alla richiesta danni contro la passata amministrazione («Prima pensiamo all’aumento di capitale e poi andremo avanti»),  giovedìha discusso in Cda la strategia da adottare e ha stabilito che nella prossima riunione verrà affidato a un legale di alto livello «l’incarico di verificare gli eventuali profili di responsabilità» riscontrabili nella gestione di Gianni Zonin e Samuele Sorato. All’indomani dell’esternazione di Matteo Renzi, dunque, da Vicenza arriva una risposta immediata. E mentre il proprietario unico Atlante è indaffarato a mettere nero su bianco una strategia per la gestione futura per creare valore nel più breve tempo possibile, Dolcetta cerca di spazzare via le nubi equivoche del sospetto addensate attorno a lui dopo la sua proposta di astensione sul passato. altata l’opzione della Borsa, per mancanza di flottante, Quaestio Capital Management Sgr, che gestisce Atlante, i soci del fondo stesso e gli esperti del Governo starebbero per avviare il piano B sulla Vicenza. L’obiettivo, secondo i rumors, sarebbe cedere una quota della banca stessa a un private equity con esperienza nel settore della ristrutturazione degli istituti di credito.