BANCA POPOLARE DI VICENZA: I SONDAGGI PER UN FONDO Tramontata l’ipotesi di intervento degli americani di Fortress. Resta l’incognita del prezzo. Sotto i 6,30 euro?

L’ipotesi d’intervento di Fortress sulla Popolare di Vicenza è tramontata. E’ quanto riferiscono fonti vicine al dossier relativo all’aumento di capitale da 1,5 miliardi dell’istituto veneto. Nei giorni scorsi era circolata l’ipotesi che il fondo Usa avrebbe potuto sottoscrivere parte dell’operazione e intervenire sulla gestione dei crediti deteriorati. Al momento però, spiegano fonti autorevoli, con Fortress non c’è più nulla di consistente ma ci sono contatti con altri fondi. L’operazione rappresenta il primo (e il più delicato) banco di prova dell’atteso maxi-fondo da 6-7 miliardi voluto da Palazzo Chigi per fare da paracadute ai prossimi aumenti di capitale imposti dalla Bce alle banche e per rastrellarne le sofferenze, che con 80 miliardi di netto (200 il lordo) sono l’incubo del sistema. Popolare Vicenza ha ora in corso sondaggi con altri fondi ma l’addio di Fortress non è certo un bel segnale: la ricapitalizzazione – al momento garantita da Unicredit – dovrebbe partire lunedì 18 e concludersi dieci giorni dopo, così da permettere alla banca di quotarsi in Piazza Affari il 3-4 maggio. Il capo azienda Francesco Iorio punta a far sottoscrivere il 45% dell’importo ai soci attuali, un altro 50% agli istituzionali e il restante 5% ai piccoli azionisti. Resta però l’incognita del prezzo: nella città del Palladio si dice infatti che alla fine potrebbe scendere sotto la soglia psicologica di un euro, contro i 6,30 euro fissati per i diritto di recesso e i 48 segnati durante l’ultima gestione Zonin.