BANCHE, ADESSO TOCCA ALLE TEDESCHE di Achille Ottaviani

Tanto tuonò che piovve. Così si scopre la fragilità delle banche tedesche. Da Deutsche Bank a Commerzbank. Primo e secondo istituti della grande Ger­mania. Chissà che non la smettano adesso di bacchettare le altre banche dell’Unione Euro­pea. La prima è giorni che crolla in borsa, la seconda manda a casa quasi dieci mila persone e sospende i dividendi agli azionisti. Allegria. La realtà è che non c’è nulla di certamente solido in questa Europa. Gli istituti tedeschi rassicurano la clientela che la situazione finanziaria è assai stabile nell’attuale clima macro economico. Però scappano gli hedge fund americani e molti azionisti vendono. Lo conferma il nervosismo in borsa di questi giorni. Sulla Deutsche pesa poi non poco la richiesta di una sanzione da 14 miliardi di dollari da parte del dipartimento della giustizia americana per truffe ai danni degli investitori nei derivati sugli immobili residenziali. Un’accu­sa assai grave e di non poco conto e di mezzo ci sono ancora quei maledetti derivati di cui qualcuno ha impestato il mon­do. Germania non esclusa.