BPVI: BCE, IL DITO NELLA PIAGA Sono stati passati in rassegna i clienti più facoltosi. Si tratta di una ventina di soci titolari di un controvalore di 265 milioni.

Prestiti diretti e indiretti, titoli in garanzia, passaggi attraverso società lussemburghesi.Il dito nella piaga è stato messo dalla relazione ispettiva della Banca centrale europea. E sulle tracce di quel documento, scrive Repubblica Economia, si stanno ora muovendo la procura e la Guardia di finanza. Sono stati passati in rassegna i clienti più facoltosi, i paperoni della banca che per compiere le operazioni di routine non si recano allo sportello, ma vengono assistiti dai private banker. Si tratta di una ventina di soci, segnalati da un audit interno (datato settembre 2014 e ignorato dall’allora direttore generale Samuele Sorato) titolari di oltre 4,25 milioni di azioni per un controvalore di 265 milioni di euro. A loro sono state concesse linee di credito per 274 milioni per gestire le esigenze di cassa. Operazioni di finanziamento e acquisto “baciate” quasi al centesimo. “Si tratta – specifica l’audit – di clientela dotata, singolarmente o a livello di gruppo, di una struttura patrimoniale apparentemente adeguata”.La Bpvi ha finanziato sistematicamente – sentenzia la Bce – i clienti per sottoscrivere i titoli dei suoi aumenti di capitale tra il 2013 e il 2014″. Le verifiche ulteriori hanno portato a quasi un miliardo di euro di credito concesso per sostenere in maniera irregolare i propri requisiti patrimoniali. Di fatto dare prestiti per sottoscrivere i propri titoli annulla il beneficio della ricapitalizzazione.