BPVI, CATTOLICA DIVORZIA? La compagnia assicurativa ha facoltà di recedere entro settembre.

Pratiche di divorzio in vista tra Cattolica e Banca Popolare di Vicenza (Bpvi). La compagnia assicurativa guidata da Paolo Bedoni, come scrive il Corriere della sera, sarebbe orientata a esercitare l’opzione di vendita (put) da 175 milioni e uscire dalle tre società comuni di bancassurance.La partnership commerciale del 2007 era saldata anche da incroci azionari. Entro la prima settimana di settembre Cattolica ha facoltà di recedere unilateralmente dopo la trasformazione di Vicenza in spa.Tre compagnie assicurative (60% Cattolica e 40% Bpvi) e partecipazioni incrociate: così è la partnership. Cattolica ha dovuto svalutare, azzerandola (60 milioni), la quota nella banca (quasi l’1%), dopo aver sottoscritto gli ultimi aumenti di capitale ai prezzi fissati artificiosamente.La Popolare invece mantiene il suo 15% nella compagnia. È il primo socio, pur avendo diritto a un solo voto. Il 5 marzo scorso, però, la trasformazione in spa della banca ha fatto scattare il diritto di recesso di Cattolica dalla partnership. Diritto che matura 180 giorni dopo (quindi i primi di settembre) ma con efficacia dopo altri 180 giorni. Quindi in questa prospettiva Bpvi entro marzo dovrebbe sborsare 175 milioni per riacquistare le quote di Berica Vita, ABC Assicura e Cattolica Life.Doppio problema, dunque: Vicenza rischia di dover svalutare mentre a Verona rischiano di vedersi scaricare il 15% sul mercato. Deciderà eventualmente il fondo Atlante che controlla la Vicenza e al quale Cattolica ha contribuito con 40 milioni.