BREXIT E IL GIOCO DELLE PARTI di Achille Ottaviani

Valéry Giscard d’Estaing, oggi novantenne, ex presidente della Repubblica francese è l’unico ad aver capito con largo anticipo che la Gran Bretagna non sarebbe mai stato un paese “completamente europeo”. É stato lui l’artefice dell’allora famoso articolo 50 che descrive l’uscita di uno stato membro. Nel suo libro Europa, uscito qualche anno fa, l’ex presidente Giscard disegnava l’Unione Europea con l’In­ghilterra fuori dall’Unione. I britannici non hanno mai ratificato, per esempio, il trattato di Schengen. Non solo. Secondo il presidente, sin dal primo momento gli anglosassoni si sono sempre sentiti “prigionieri” dell’Unione di cui facevano parte solo a metà. Si sono tenuti la loro moneta, rapporti privilegiati con l’Unione Europea ed intoccate le relazioni e gli interessi economici con gli Stati Uniti d’America dei quali sono sempre stati un interlocutore privilegiato. Ora, secondo Giscard, si deve ripartire dai sei Stati fondatori, tra cui l’Italia, senza dimenticare che il trattato base, fondamenta dell’Unione Europea, è quello di Roma. L’Ita­lia, volente o nolente, è un attore principale. L’Inghil­terra è sempre stata una lontana periferia. La sua uscita non cambierà nulla. Secondo l’ex presidente francese i mercati si stanno già assestando. L’Inghilterra sta meglio fuori, grande alleata dell’Europa, ma libera come vuole sentirsi.