BREXIT, SI SCOMMETTE SULLA PERMANENZA

Ormai sono in all in, alla scommessa con cui tutte le fiches vengono puntate sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea.Ignorate le voci di chi ancora discetta sui disastri di un’eventuale Brexit, messa la sordina ai timori delle banche centrali, le Borse continuano a folleggiare da un rialzo all’altro. Dall’omicidio di giovedì scorso della deputata laburista, Jo Cox, i mercati hanno mostrato al mondo la faccia felice e cinica di chi ha cambiato umore grazie a un fatto di sangue. I sondaggi, rovesciati rispetto alla scorsa settimana, danno ragione al loro feroce pragmatismo. Anche se la percentuale degli indecisi non è del completamente rassicurante, c’è terreno sufficiente per far correre gli indici, in un rally che si presume sarà ancora più corposo fino a domani, giorno del voto referendario. Poi, c’è forse l’aspetto più importante, ed è quello sollevato da Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo: «Saremmo sciocchi se ignorassimo segnali di allarme come quello del referendum britannico. Ci sono più segnali di insoddisfazione rispetto all’Unione che arrivano da tutta Europa». Come dire: è ora di cambiare spartito per contrastare le spinte nazionalistiche ingrossate dalle politiche di austerity, da una burocrazia comunitaria sempre più invasiva, dalla mala gestio dei migranti.