CAPITALE EUROPEA DEL VINO All’ordine del giorno il nuovo assetto normativo e la riforma statutaria che tiene conto della nuova geografia.

“L’Italia, per due giorni, è diventata la capitale europea del vino. Dopo quattro anni il Comité Européen des Entreprises Vins (CEEV), l’organismo che raccoglie le associazioni dei produttori vitivinicoli comunitari, ovvero 23 organizzazioni in rappresentanza di migliaia di imprese che esprimono oltre il 90% dell’export europeo di vino, è tornato nel nostro Paese per organizzare la propria Assemblea Generale, in una congiuntura determinante per il futuro del nostro vino”.Con queste parole Antonio Rallo, presidente Unione Italiana Vini, è intervenuto all’Assemblea Generale CEEV, organizzata in Sicilia presso le aziende Donnafugata (Marsala) e Planeta (Sambuca). Due le tematiche prioritarie trattate durante i lavori, che decideranno le sorti del comparto per i prossimi anni: il nuovo assetto normativo che regolerà la vitivinicoltura europea dopo la conclusione della PAC nel 2020 e la riforma organizzativo-statutaria  che dovrà tenere conto della nuova geografia di rappresentanza espressa dalle associazioni nazionali dei produttori e della moderna realtà produttiva e di mercato della vitivinicoltura europea. Significativa anche la presenza delle Istituzioni italiane con Andrea Olivero, vice ministro delle politiche agricola alimentari e forestali.