CHI VUOLE ESSELUNGA? CITIGROUP FA LA SELEZIONE

Il consiglio di amministrazione di Supermaket Italiani ha nominato  l’advisor che valuterà le offerte non vincolanti arrivate da alcuni private equity per rilevare Esselunga. “Da italiano naturalmente mi piacerebbe che” Esselunga “rimanesse in mano a un imprenditore italiano”, ma “credo che il primo obiettivo sia salvaguardare questa impresa”, ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti a margine di un incontro a Milano in merito alle voci di stampa su un possibile passaggio del gruppo a investitori e gruppi esteri. Fatto sta, che toccherà alla banca d’affari Usa Citigroup selezionare le manifestazioni d’interesse non vincolanti arrivate in Esselunga,  per rilevare il controllo del gruppo che oggi è in mano a Bernardo Caprotti. L’imprenditore all’alba dei suoi 91 (li compirà il 7 ottobre) avrebbe infatti deciso di passare la mano, più che per valorizzare l’investimento di una vita, per garantire all’azienda una governance e un futuro che vada oltre quello del suo fondatore.Quanto alla valutazione, che è preliminare, si parla di una cifra che oscilla tra 6 e 4 miliardi, ma qualcuno si spinge anche oltre.