CIBO FUORI I NOMI UNA VOLTA PER TUTTE di Achille Ottaviani

Da tempo, con periodica regolarità, si grida allo scandalo per i prodotti alimentari contraffatti provenienti da più parti del pianeta. Alcuni in forma legale, vedi olio tunisino, che poi però viene venduto con mille alchimie perché non si riconosca tale. Ora Coldiretti ha presentato una black list dei cibi più contaminati. Si parte dai broccoli cinesi, le melagrane egiziane, il peperoncino thailandese e i piselli dal Kenia. Sono gli ultimi prodotti in ordine di tempo. Ne arriveranno altri. Alle porte ci sono il prezzemolo del Vietnam ed il basilico dell’India. Entrambi fuori norma sette volte su dieci. Non sono denunce fantasiose ma il risultato delle analisi condotte dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). La Cina, per estensione geografica, domina sulla quantità di prodotti alimentari contraffatti. Ora c’è un unico sistema per bloccare queste merci irregolari e dannose alla salute. Pubblicare i nomi dei prodotti, degli importatori e dei rivenditori. Nulla di più semplice e più facile. Poi ognuno sarà protagonista del proprio destino. Se il buonsenso vuole, sapendo cosa si compra e a cosa si va in contro, questo commercio illegale avrà vita breve.