CON IL MICROCREDITO CONTRO LA POVERTA’

In Italia 4,6 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta. Di questi più di un milione sono minori. Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite mettono al primo posto dell’Agenda 2030 la lotta alla povertà da realizzare anche attraverso la disponibilità e l’accesso a strumenti finanziari adeguati, come la microfinanza. In Italia, il microcredito è uno strumento strategico per promuovere l’inclusione sociale e lo sviluppo dell’imprenditorialità soprattutto giovanile e Fondazione Sodalitas ha voluto fare il punto della situazione oggi nel nostro Paese. Secondo i dati più recenti forniti da RITMI (Rete Italiana di Microfinanza), i fondi erogati sono quasi triplicati, da 57 milioni di euro nel 2011 a 147 milioni nel 2014, con una media di importo erogato di 4.500 euro per il microcredito sociale e 21.000  per quello imprenditoriale. L’aggravarsi delle disuguaglianze sociali a livello internazionale ed europeo e il ruolo fondamentale dell’inclusione finanziaria per favorire l’imprenditoria sociale sono stati oggetto dell’intervento di Alessandro Pastres, responsabile Terzo Settore di BNL-BNP Paribas che ha presentato il caso del “Contratto ad impatto sociale” francese sottoscritto a favore di Adie, la più importante realtà del microcredito in Francia.  Il dibattito, coordinato da Tiziano Vecchiato, presidente di Fondazione Zancan, ha avuto l’obiettivo di far incontrare i principali attori del settore, mettendo a confronto il lato dell’offerta – con la partecipazione di Andrea Limone di Per Micro e Ermenegildo Russo di Banca Popolare Etica – e il lato della domanda, rappresentato rispettivamente della cooperativa Crinali onlus e Erga cooperativa sociale.