CONFINDUSTRIA TV: SKY LASCIA IL TAVOLO “UNA PICCOLA BREXIT”

“Hanno fatto il loro piccolo Brexit”. Fedele Confalonieri usa la carta dell’ironia per commentare la decisione di Sky di lasciare la casa comune delle televisioni, l’associazione Confindustria Radio Tv. “Non voglio essere polemico – dice il presidente di Mediaset – se sono andati via vuol dire che se lo possono permettere, ma l’associazionismo è importante: nasce perché ci siano delle regole, per indicare a chi le fa  quali siano i problemi, non per influenzare chi fa le regole”.Perplesso è anche l’amministratore delegato della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, secondo il quale il fronte comune delle emittenti si scopre ora più debole. Alessandro Araimo (Discovery) si sgancia da Sky e conferma la sua adesione, rilanciando il suo impegno: “L’associazione è fondamentale e dovrà essere ancora più attiva in futuro per supportare il settore. Il singolo in questo contesto ha sempre meno rilevanza sulle grandi battaglie”. A proposito dei colossi del web, Confindustria invoca regole certe perché questi soggetti godono di insopportabili privilegi sul piano anche fiscale. E sfuggono alla definizione di “editori e broadcaster” pur operando di fatto in questi settori.Infine – ora che la pubblicità riprende fiato per la tv (+0,7%) ed anche alla radio (+8,8% nel 2015) – l’esecutivo deve guardare al campo di battaglia delle stazioni locali dove continuano cessazioni, fallimenti, licenziamenti.