CRESCE LA VOGLIA DEL MADE IN ITALY

Cresce la voglia di made in Italy nel mondo: lo scorso anno il saldo commerciale – la differenza tra quanto è stato esportato e quanto importato – è arrivato a 122,4 miliardi di euro. Un risultato che conferma il trend degli ultimi anni, con una progressione che continua senza sosta dal 2009 quando il saldo era sceso a 88,4 miliardi. E’ quanto rileva la Cgia di Mestre secondo cui si tratta di un vero e proprio successo delle specializzazioni produttive italiane nel mondo che sono costituite soprattutto da quattro grandi aree merceologiche: l’automazione meccanica, l’abbigliamento-moda, l’arredo-casa e l’alimentare-bevande. D’altra parte, il risultato ottenuto da altri prodotti come computer, chimica-farmaceutica, prodotti metallurgici, tabacco e legno-carta è negativo. Solo gli autoveicoli hanno registrato un saldo positivo di 290 milioni di euro, nel complesso però l’insieme di tutti gli “altri prodotti” ha registrato un saldo negativo di 28,8 miliardi di euro. “Il nostro ‘Made in Italy’ – dice il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo – è prodotto prevalentemente dalle Pmi che grazie alla flessibilità, all’elevata specializzazione produttiva, alla cultura del  buon gusto e del saper fare hanno conquistato il mondo in settori, come quello delle macchine, dove la ricerca, l’innovazione e la qualità del ciclo produttivo sono requisiti indispensabili per competere sul mercato”.