DOCCIA FREDDA SUI CONTI STEFANEL

Troppe incertezze che «fanno sorgere dubbi significativi sulla capacità del gruppo di continuare a operare sulla base del presupposto della continuità aziendale e quindi della capacità di realizzare le attività e onorare le passività nel normale corso della gestione». Per questa ragione i revisori di Ernst&Young (EY) sospendono il giudizio sui conti dei primi sei mesi di Stefanel. Impossibile, si legge nella relazione datata 1 agosto e firmata da Claudio Passelli, certificare la semestrale del gruppo di Ponte di Piave. Certo, guardando al male peggiore va detto che poteva arrivare anche una bocciatura. Ma nelle valutazioni espresse su una situazione, quella a giugno scorso, già nota emerge in modo chiaro l’urgenza di una svolta radicale. Difficile, dopo che il mese di agosto è scivolato via senza alcuna novità di rilievo, che le trattative in corso con le banche e con l’investitore che ha manifestato un interesse non vincolante a entrare nel libro soci diano qualche frutto per l’autunno, così come si prevedeva alla presentazione del piano industriale 2016-2019. Ed è proprio in riferimento al fattore tempo che i revisori evidenziano i «profili di incertezza connessi all’aleatorietà della realizzazione» del piano di ristrutturazione del gruppo presieduto da Bepi Stefanel.È noto che l’azienda ha chiesto e ottenuto dalle banche una moratoria fino a fine anno con l’erogazione di nuova finanza. Ma trascorso il primo semestre, si legge nella relazione di EY, «il presupposto della continuità aziendale è soggetto a molteplici significative incertezze».