FEDERCASSE: AZZI: “SÌ ALLA RIFORMA MA NIENTE BLITZ”

«Non so perché il governo non abbia ancora deciso rispetto alla riforma delle Bcc. Auspichiamo che lo faccia al più presto. In linea con la proposta di autoriforma che abbiamo presentato». Alessandro Azzi è presidente di Federcasse. La federazione che rappresenta quelle banche di credito cooperativo che il governo è determinato a riformare. Banchiere di lungo corso – dal 1985 è presidente della Bcc del Garda – Azzi pesa le parole perché ha chiarissimo un punto: per il settore il momento è delicato e cruciale. Paragonabile soltanto al 1993, quando, con il testo unico bancario, le casse rurali e artigiane diventarono banche di credito cooperativo. «I gettoni di presenza nei nostri cda oscillano tra i 100 e i 200 euro lordi onnicomprensivi e a seduta. Il nostro modello di riforma- sostiene Azzi- non offre prebende a nessuno. La questione è un’altra: se una comunità è in grado di esprimere una sua banca solida e in salute perché non dovrebbe farlo? Cancellare le singole Bcc sul territorio sarebbe come cancellare i Comuni. Non ha senso. Ccrediamo si tratti di un giusto equilibrio. Anche perché cancellare le identità porrebbe un problema di democrazia economica. Sarebbe ingiusto allinearsi a un modello standardizzato di banca gestito in santuari lontani dalla gente». Azzi chiude ricordando che il sistema Bcc nel 2015 ha contribuito al fondo di risoluzione (per salvare la banche in crisi, ndr; ) con 230 milioni. E nessuna delle banche in crisi apparteneva al credito cooperativo….