FISCO, IMBULLONATI SALVI Bolla: “Si è messo fine ad un’anomalia tutta italiana” Le aziende si troveranno a risparmiare 530 milioni.

L’appuntamento con il fisco del 16 giugno arriverà inesorabile per le aziende, ma quest’anno sarà un po’ più leggero. Le imprese infatti dovranno sì saldare la prima rata di Imu e Tasi entro la metà di giugno, ma senza vedersi tassati i macchinari e le attrezzature di produzione ancorati a terra, i cosiddetti «imbullonati». La legge di Stabilità 2016 approvata lo scorso dicembre, infatti, «ha messo fine», per usare le parole di Andrea Bolla, presidente del comitato Fisco di Confindustria, «a un’anomalia solo italiana: in nessun altro Paese del mondo si sono mai viste tassare con una patrimoniale le attrezzature produttive». Un decreto legge del 2005 aveva previsto che questo potesse avvenire per le centrali elettriche, e il principio, con una sentenza della Corte costituzionale del 2008 e una circolare dell’Agenzia del territorio del 2012, era stato via via ampliato anche gli impianti fissi.  Il pasticcio si era completato a fine 2014 con l’approvazione della legge di Stabilità 2015, che, continua Bolla, «nel tentativo di risolvere la questione aveva richiamato la circolare del 2012 dell’Agenzia delle entrate, una delle concause del problema. E infatti gli accertamenti erano andati avanti». La Finanziaria approvata alla fine dell’anno scorso ha stabilito che dal 1° gennaio 2016 sono esclusi dal calcolo della rendita catastale «macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo», facendo così chiarezza unavolta per tutte. Le aziende si troveranno a risparmiare 530 milioni di euro .