FUSIONE BANCO-BPM: VERONA 54, MILANO 46 É la percentuale in mano agli azionisti. Aumento di capitale da 1 miliardo in Piazza Nogara. Dismissioni per 600 milioni.

Con la fusione tra Bpm e Banco nasce un gruppo “solido, aggregante, protagonista nel sistema del Paese”. Lo ha detto il Ceo della Bpm, Giuseppe Castagna nella conference call con gli analisti. Nella fusione tra Bpm e Banco Popolare c’è un focus su un impegnativo piano per tagliare l’esposizione sui crediti deteriorati fino a 10 miliardi di euro di valore nominale nel periodo del business plan (2019).  Bpm e Banco hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per una fusione. Nella capogruppo il 54% sarà in mano agli azionisti del Banco e il 46% ai soci di Bpm.  Aumento di capitale da 1 miliardo di euro per il Banco Popolare Il rafforzamento patrimoniale, da realizzare prima delle assemblee per la fusione con Bpm, è garantito da Mediobanca e Bofa-Merrill Lynch. Le assemblee straordinarie per le nozze tra Bpm e il Banco Popolare si terranno entro il primo novembre con efficacia della fusione entro dicembre 2016. La fusione tra Banco Popolare e Bpm genererà valore per gli azionisti delle due banche. A sbloccare l’impasse, con un colpo di acceleratore a cavallo del fine settimana, è stata la disponibilità del Banco a intervenire sul capitale con un rafforzamento fino a 1 miliardo di euro, cui potrebbero aggiungersi, secondo le indiscrezioni, dismissioni nell’ordine dei 600 milioni.Dalla vigilanza europea, dopo un fitto scambio, è arrivato un “via libera informale” alla luce delle modifiche sulla ‘capital action’, voluta dalla stessa vigilanza, e sulla governance.