GENERALI, LA CRISI MORDE Ridotto l’utile trimestrale. Segnalato un risultato netto in calo del 13,8% a 588 milioni. Ma resta il piano industriale.

Il difficile momento dei mercati non fa sconti a nessuno, nemmeno a Generali, che ha ridotto l’utile trimestrale ma non intende mettere mano al piano industriale presentato un anno fa dall’ex Ceo Mario Greco. Il piano, ha confermato il Cfo Alberto Minali, consentirà di “migliorare la remunerazione degli azionisti”. Il Leone nel trimestre ha segnalato un risultato netto in calo del 13,8% a 588 milioni, leggermente sopra le stime degli analisti, e premi totali in ribasso dell’1,1% a 20 miliardi, poco sotto delle attese. Risultati di cui a Trieste si sono detti “molto contenti”, ha segnalato Minali, anche se Piazza Affari non li ha graditi: il titolo congelato al ribasso a metà mattina ha chiuso a -3,97% a 12,59 euro. La Borsa, però, ha commentato il presidente della compagnia Gabriele Galateri “in questo periodo credo che abbia una certa volatilità” mentre i risultati “dimostrano la solidità della società e la validità dell’équipe del management”. A pesare sui conti, secondo Minali, le difficoltà dei mercati con ”minori plusvalenze sui nostri investimenti, diversamente da quanto fatto nel primo trimestre del 2015″. In pratica Generali ha ridotto la compravendita di titoli per garantire una “posizione di capitale solida”, assicurandosi un Solvency Ratio al 188%.  Proprio grazie al piano presentato a maggio del 2015 Generali prevede di “migliorare la remunerazione degli azionisti” e l’attuale “fase complessa” non intacca la fiducia del management del Leone.