Hera si fonderà con aimag? Aumentano le probabilità di un’aggregazione dopo il fallimento del referendum a Carpi. Un debito di 57 milioni

Aumentano le probabilità di un’aggregazione tra Hera e Aimag dopo il fallimento del referendum a Carpi. Il referendum proposto nel Comune di Carpi da alcune forze politiche di opposizione per decidere se Aimag, la municipalizzata del modenese della quale il Comune ha la quota di maggioranza del 20% ed Hera il 25%, dovesse procedere con delle aggregazioni o meno, non ha raggiunto il quorum essendosi chiuso con un’affluenza del 23%. “Si tratta di una notizia positiva per Hera , e riteniamo per il settore in generale, perché il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, contrario al referendum, potrà ora decidere se procedere con aggregazioni o meno”, affermano in una nota gli analisti di Equita, ricordando che, oltre a Hera , anche Tea Mantova si è proposta per un’aggregazione con Aimag. Inoltre, a detta degli esperti della sim, la scarsa affluenza al referendum indica che l’attenzione della cittadinanza al radicamento nel territorio delle utilities locali non è così importante come crede il mondo politico e questo potrebbe aiutare il processo di consolidamento nel settore. Aimag ha registrato nel 2016 un ebitda di 50 milioni di euro, un utile netto di 17 milioni di euro e un debito netto di 57 milioni. Un’integrazione tra Hera e Aimag rientrerebbe nella strategia della multi-utility bolognese, ribadita nel piano industriale al 2020 presentato a gennaio, in cui i vertici hanno detto di aspettarsi nell’arco del piano operazioni di M&A che dovrebbero contribuire positivamente all’ebitda consolidato per circa 106 milioni di euro.