Il risiko bancario, Matrimonio in alto mare Banco Popolare e Bpm aspettano notizie da Francoforte.

Il tentativo di matrimonio tra Banco Popolare e Popolare di Milano è più vicino al naufragio che non al successo, scrive il Giornale. Stando alle attese giovedì o venerdì Francoforte dovrebbe infatti comunicare alle parti le sue valutazioni dopo il confronto avuto mercoledì scorso con i due ad Pier Francesco Saviotti e Giuseppe Casta­gna: la squadra guidata da Daniele Nouy si era infatti presa una settimana per ragionare sul piano.Un passaggio cruciale non solo per Bpm ma per l’intero settore, perché è scontato che se la Bce cancellerà le nozze tra Verona e Milano, l’esame sarà altrettanto ostico anche quando sarà la volta di presentare il cavaliere bianco del Monte Paschi, di Veneto Banca o della Popolare di Vicenza, insomma di dare atto al risiko spinto dalla riforma Renzi che obbliga le cooperative a diventare spa. Tornando al Banco-Bpm, il grande problema resta il peso dei crediti deteriorati: Verona ha npl per 14 miliardi su 6,5 di patrimonio, Milano per 3,6 miliardi su 4,5 miliardi. La nuova entità nasce quindi con un fardello di sofferenze importante ma che la Bce vuole smaltito in brevissimo tempo: si dice 18 mesi, contro i 24-30 proposti dall’ultimo piano depositato, che già dimezzava il progetto originale. Gli analisti stimano che la nuova entità avrebbe una copertura dei crediti deteriorati prossima al 34%, contro il 55-60% medio dell’industria. In sostanza la Vigilanza pretende che il nuovo polo si allinei ai migliori. Una cura così drastica costringerebbe però il terzo polo del credito nazionale a ricapitalizzare, disattendendo le promesse di Saviotti e Castagna.