IL VALZER DELLE STIME SULLA CRESCITA di Achille Ottaviani

Le stime sulla crescita diventano sempre più ballerine. Negli Stati Uniti la Fed osserva un rallentamento della crescita americana. Le cause sarebbero le difficoltà cinesi ed il calo del prezzo del petrolio. In verità c’è chi sospetta che una recessione possa toccare anche il paese a stelle e strisce. Timori che di certo non danno serenità a famiglie ed imprese. Per quanto riguarda la vecchia Europa l’agenzia di rating Standard and Poor’s  ha tagliato brutalmente la stima di crescita dell’euorzona. L’Unione Europea, se sarà brava, arriverà massimo all’1,5% di crescita contro l’1,8 stimato nelle proiezioni dello scorso novembre. Tutto il mondo è un pò paese. In Asia hanno i loro problemi, in America pure, l’Europa segue a ruota. Per quanto riguarda l’Italia, sempre stando a Stan­dard and Poor’s stimano una crescita massima nel 2016 di 1,1%. Insomma qualcosa si muove in positivo, i numeri sono però assai inferiori a quelli previsti con l’incognita poi, per il secondo semestre di quest’anno e parte dell’anno prossimo, di una mini invasione di profughi e rifugiati dal Nord Africa. Fenomeno che potrebbe portare ad un’ulteriore frenata del Pil italiano.