ILVA NUOVI SCIOPERI IN ARRIVO Di Achille Ottaviani

Non c’è pace per l’acciaieria di Taranto. Le sigle sindacali giudicano irricevibili le proposte aziendali dei nuovi proprietari. Così il consiglio di fabbrica, si prepara a programmare nuove iniziative di mobilitazione. Gli ultimi incontri tra le parti, non hanno portato alcun avvicinamento. Per la verità, il negoziato sfiora pericolosamente la rottura. Il punto dolens sono il numero di dipendenti che passerebbero da 14mila a 10mila per poi scendere a 8.500, è chiaro che c’è una quota rilevante di esuberi che il governo garantisce. Non rimarrebbero disoccupati ma in carico all’amministrazione straordinaria di ILVA. Protetti dal reimpiego delle attività di bonifica gestite dai commissari, con il denaro ottenuto dalla transazione con i Riva, o dalla cassaintegrazione che è garantita fino al 2023. Però i sindacati non si fidano e temono che gli esuberi si scaricherebbero in modo esplosivo sul comune di Taranto. A margine di tutto questo c’è uno scontro titanico tra il governatore della Puglia Michele Emiliano e il ministro Carlo Calenda che a proposito della chiusura dell’ILVA a Taranto, dice su Twitter: “Da una Reppublica fondata sul lavoro, a una fondata sui redditi inventati”.