INVESTITORI, ESCORT E JET La Libia accusa la banca d’affari di aver approfittato dei suoi funzionari inesperti per intascare profitti milionari

La Libia accusa Goldman Sachs di avere deliberatamente approfittato dell’inesperienza e ignoranza in materia di alcuni dei suoi funzionari per intascare profitti dell’ordine di 350 milioni di dollari su transazioni finanziarie dal valore superiore al miliardo di dollari. Per adescare gli investitori libici la banca americana si sarebbe servita di un giro di escort, avrebbe organizzato riunioni in yacht e avrebbe pagato jet privati e hotel di lusso a cinque stelle. Questo è quello che è emerso durante il processo al Tribunale di Londra. Goldman Sachs ha negato tutte le accuse, indicandole come prive di fondamento. Il fondo sovrano da $67 miliardi della Libyan Investment Authority (LIA) sta tentando di recuperare 1,2 miliardi di dollari dal gigante di Wall Street per nove compravendite contestate che sarebbero state effettuate nel 2008. Il fondo istituito sotto il regime di Mu’ Ammar Gheddafi sostiene di aver perso quasi tutti i soldi investiti. Secondo fonti di BBC e Guardian, una volta venute alla luce le perdite stratosferiche, uno dei funzionari libici vittime della truffa ha descritto Goldman Sachs come una “banca mafiosa“, secondo quanto riportato in aula da uno dei legali del fondo libico, Roger Masefield.Nell’atto d’accusa viene citato un periodo di prova in stile stage che la Goldman Sachs ha offerto a Haitem Zarti, il fratello di Mustafa Zarti, ex vice capo della LIA. Su di lui la banca avrebbe esercitato un “indebito condizionamento” per trarne profitto.