ITALIA, LA CRESCITA CHE NON C’È DI ACHILLE OTTAVIANI

Dopo anni di crisi profonda conditi da svendite, fallimenti e disoccupazione, nel 2015 c’è stata una piccola ripresa. La nostra economia sembra aver ripreso un pò di slancio nelle primissime settimane del 2016. Confermata con un calo della disoccupazione. A oscurare il quadro però c’è come sempre quel mostruoso cancro che divora tutto e tutti che si chiama debito pubblico. In un paese sempre più statalista e nonostante tutto assistenzialista (dove vuole lui) non può che essere così. Sono più che giustificate le stime al ribasso dell’Unione Europea che non può non rivedere le previsioni sul Belpaese. Il ministro Padoan insiste nel dire che i conti pubblici sono sotto controllo e la spesa previdenziale è sostenibile. A Bruxelles invece sono chiarissimi. Il debito italiano scenderà di pochissimo in maniera non incisiva. A maggio, quando arriverà un nuovo rapporto della commissione, ci sarà certamente uno shock. Se nel 2015 è stato chiuso un occhio non sarà possibile ripetere il “favore” nell’anno corrente. Conclusione, il cancro che divora l’Italia era, è ed è rimasto il debito pubblico.