LA DOPPIA FACCIA DEL LAPSUS

Non di rado capita di confondere parole o di sbagliare nomi, magari in situazioni delicate dove questo errore comporta una brutta figura. Un’intrigante spiegazione a questo fenomeno l’ha data Freud all’interno del saggio Psicopatologia della Vita Quotidiana, dove spiega come il lapsus rappresenti una manifestazione incontrollata del nostro inconscio il quale, per definizione, è quella parte di noi dove vengono relegati i contenuti rimossi. Questi elementi, allontanati dal nostro stato di coscienza, cercano però una via di fuga che talvolta si concretizza tramite quelli che Freud definisce come “atti mancati”, rappresentati appunto dal lapsus, dallo smarrimento o dalla dimenticanza di una parola. Questo ha sicuramente del vero, soprattutto quando si compiono degli “scivoloni” come chiamare tua moglie, mamma, o con il nome di tuo fratello il tuo fidanzato. Per fortuna però non tutti gli errori che facciamo hanno un significato nascosto e più profondo, anche perché se dovessimo appellarci a Freud per ogni svista in cui inciampiamo nella quotidianità, ne usciremmo pazzi! La scienza normalizza questi fatti e ricolloca l’errore a un livello più “meccanico” che inconscio. Da uno studio pubblicato sulla rivista Mente&Cervello, emerge che qualche sbaglio nel parlare lo si può commettere, soprattutto se consideriamo che, conversando, ci troviamo a dover scegliere in media tre parole al secondo all’interno di un vocabolario che ne contiene almeno quarantamila. Dopo averla scelta, subentra la produzione di sillabe e di fonemi, operazione che richiede l’utilizzo di almeno cento muscoli diversi. Penso quindi che confondere, ad esempio, la parola “sacchetto” con “cassetto” – errore che io personalmente faccio sempre! – avvenga in seguito a una semplificazione della struttura fonotattica della parola stessa, piuttosto che per manifestazioni inconsce. D’altro canto, invece, per la tecnologia di cui disponiamo oggi, forse possiamo considerare una forma moderna di lapsus anche l’inviare un messaggio alla persona sbagliata… in quel caso forse sì ci sono alte probabilità che sia il nostro inconscio a farsi sentire!