LA FUSIONE TRA BANCO POPOLARE E BPM. MILLE E 800 SONO IN USCITA Nel piano industriale sono compresi gli incentivi per i licenziamenti. L’ottimismo di Kepler Cheuvreux per il 2019.

Ill Banco Popolare di Pier Francesco Saviotti  e la Banca popolare di Milano di Giuseppe Castagna  presentano il business plan per il progetto di fusione, con gli obiettivi al 2019 di quella che sarà la terza banca italiana, qualora l’assemblea voterà in tal senso a novembre . Il management aveva anticipato un obiettivo a livello di sinergie lorde per 365 milioni di euro (di cui 290 milioni di costi e 75 milioni di ricavi) contro le aspettative di 390 milioni di Kepler Cheuvreux (172 milioni nel 2018 e 218 milioni nel 2019).Le due banche hanno anche assunto 435 milioni di oneri per l’integrazione, compresi gli incentivi per i licenziamenti, che saranno su base volontaria. In particolare, secondo fonti di stampa, la fusione porterà all’uscita di 1.800 dipendenti, inclusi i 500 già previsti dal Banco Popolare. Il focus di quindi, è sui contenuti industriali, la futura qualità creditizia, la forza del capitale e la profittabilità della nuova banca che nascerà dal merger. Kepler Cheuvreux si aspetta, in particolare, per il 2019 un utile netto di 820 milioni, ricavi per 5,1 miliardi, con un rote del 7,9%, un coefficiente patrimoniale Cet1 al 12,5% e un costo del rischio a 67 punti base con un rapporto cost/income al 59%.Lo swap ratio era già stato confermato lo scorso 10 maggio dopo la due diligence, al 54-46% considerato l’aumento di capitale di 1 miliardo di fine maggio-inizio giugno del Banco Popolare .