LA SVIZZERA NON È PIÙ IL PARADISO FISCALE

Il segreto bancario si sta trasformando sempre più velocemente nel suo esatto contrario. Il tribunale federale svizzero, ribaltando completamente l’orientamento espresso in primo grado, ha acconsentito alla richiesta di gruppo dell’amministrazione finanziaria olandese sui clienti Ubs, certificando così, nei fatti, che la Svizzera ha scelto in modo sempre più convinto la strada della trasparenza. Nell’occhio del tifone è finita giovedì scorso addirittura l’ex commissario europeo alla concorrenza, Neelie Kroes, a certificare il fatto che non si fanno trattamenti di favore per nessuno.Per i contribuenti italiani che non abbiano approfittato della voluntary disclosure le possibilità di restare imbrigliati nella rete del fisco o in quella degli agguerriti cacciatori di evasori del Consorzio internazionale di giornalisti investigativi (IcJi) sono molto alte. Soprattutto perché l’amministrazione finanziaria di viale Cristoforo Colombo è una delle più attive nella lotta ai tesori nascosti all’estero.L’ultima spiaggia per mettersi in regola a costi ragionevoli potrebbe essere la voluntary disclosure 2, annunciata dal ministro Pier Carlo Padoan. L’obiettivo è quello di incassare altri 4 miliardi che dovrebbero essere impiegati per i lavori di ricostruzione dei paesi del Centro Italia colpiti dal terremoto del 24 agosto.