MORTO CAPROTTI, IL NODO SUCCESSIONE

Supermercati Esselunga chiusi e listati a lutto  per dì mattina, giorno dei funerali di Bernardo Caprotti, avvenuti in forma privata, in omaggio al fondatore e anima della catena di grandi magazzini, scomparso sabato, che avrebbe compiuto il prossimo venerdì 7 ottobre. Lo piangono i suoi manager, che aveva scelto per guidare l’azienda dopo il contenzioso che si trascina da 5 anni con i 2 figli avuti in prime nozze, Giuseppe e Violetta Caprotti, e lo piangono i 22 dipendenti, che hanno ricevuto una lettera firmata dal presidente Vincenzo Mariconda e dall’A.d. Carlo Salza. “Ci ha lasciato il nostro fondatore, la nostra guida, il nostro ispiratore”, hanno premesso i due manager, affermando che l’imprenditore scomparso “con la sua presenza quotidiana ci è stato costantemente vicino, soffrendo e gioendo con ciascuno di noi e facendo sue le nostre personali vicende”. Un messaggio che introduce al nocciolo della questione, sul destino della grande catena di supermercati che Caprotti voleva mettere in vendita. Un futuro che si preannuncia piuttosto complesso, dato che la causa con i figli, non era conclusa e a giorni è attesa la lettura del testamento presso lo studio del notaio Carlo Marchetti.  Il sindaco di Milano Giuseppe Sala intende invece discutere in consiglio comunale la possibilità di assegnare a Caprotti un Ambrogino d’oro, la massima riconoscenza meneghina.