olio, rapine e made in italy di Achille ottaviani

Stiamo vendendo in un assordante silenzio, grazie all’inerzia dell’Unione Europea, parti importanti e fondamentali del Made in Italy. Mentre qualche potente della Penisola si è venduto il partito per salvare le aziende, nel settore alimentare sta succedendo di tutto e di peggio. L’olio di oliva arriverà dalla Tunisia; questo, secondo chi ci governa, aiuterà le popolazioni africane ad avere un’attività e a non diventare terroristi. Sono parole del commissario Mogherini che considera questa follia una forte solidarietà dell’Unione Europea con la Tunisia e fa seguito all’impegno assunto dall’UE con il paese nord africano. Ci sono poi il prosciutto di Parma, il parmigiano reggiano ed il grana padano. Eccellenze esclusive del nostro Belpaese. Grazie all’inerzia dell’Unione Europea che non blocca l’etichetta semaforo degli alimenti, adottata dal Regno Unito, che colpisce ingiustamente il 60 per cento delle produzioni italiane con indicazioni sbagliate e fuorvianti. Ci stanno facendo a pezzi comprando i gioielli e rubando i prodotti alimentari. Con scarse reazioni in un Paese che sembra abitato da un esercito di rincoglioniti.