PARTONO I RICHIAMI DELLA VOLKSWAGEN

Aumentano le persone sotto indagine nel quadro dell’inchiesta avviata dalla procura di Braunschweig per presunta frode e concorrenza sleale contro Volkswagen in seguito allo scoppio dello scandalo del Dieselgate. I procuratori della città tedesca stanno indagando non più su solo 6 persone sospettate di coinvolgimento nello scandalo, bensì su 17, ha precisato il portavoce dell’ufficio del procuratore, Klaus Ziehe, facendo presente come al momento non siano sotto indagine membri attuali o del passato del consiglio di gestione. L’indagine è destinata a durare mesi, ha aggiunto Ziehe.Mentre negli Usa continuano le trattative con l’Epa (proprio ieri scadeva la deadline per i V6 da 3.0 litri), in Germania Volkswagen ha iniziato i richiami delle vetture coinvolte nel dieselgate. Il Gruppo di Wolfsburg ha appena comunicato la road map degli interventi, già partita con i correttivi dei 2.0 TDI: i primi veicoli a visitare le officine saranno i pick-up Amarok, seguiti a breve distanza dalla Passat. Nei prossimi mesi, le modifiche verranno estese ai motori 1.2, 1.6 e agli altri Paesi europei, con la previsione di continuare le operazioni “per tutto il 2016”. A Berlino, il capo del marchio Volkswagen Herbert Diess ha illustrato il piano al governo tedesco, spiegando che i modelli interessati sono stati suddivisi in diversi gruppi: man mano che la Kba darà la sua approvazione, il Costruttore informerà la clientela interessata con due comunicazioni, la prima per recapitare l’avviso di richiamo e la seconda per concordare l’appuntamento con il concessionario.