PENATI E LA LIQUIDITA’

Per le banche venete controllate da Atlante, Popolare Vicenza e Veneto Banca, non c’è alcun problema di liquidità. Ma “il cost-income ratio di una è del 103℅ e dell’altra del 97%. Non so che dire, una banca con quel cost-income ratio non può reggere”. Lo ha dichiarato oggi il presidente di Quaestio, la Sgr che gestisce il fondo Atl­ante, Alessandro Penati, in risposta alle osservazioni di Moody’s, che ha sostenuto che l’eventuale vittoria del no al referendum costituzionale e la possibile caduta del governo creerebbe problemi alle quattro banche ritenute più fragili, ovvero Mps e Carige oltre alle due venete, allontanando i potenziali investitori e mettendone così a gli aumenti di capitale previsti o eventuali.”Non c’è preoccupazione. Non c’è nessun problema, la posizione di li­quidità è tranquilla. È il minore dei problemi, anzi non è un problema”, ha affermato Penati. “Moody’s – ha spiegato Penati – ci ha creato un grosso problema, perché ha detto che con la vittoria del no al referendum tutte le banche che curiamo sarebbero a rischio resolution. Quindi ci tocca dire che il funding plan al 2017 è a posto”. Sul fatto che la vendita delle sofferenze potrebbe produrre per le venete una necessità di aumento di capitale, pare che il fondo Quaestio l’abbia già messo in conto. E per questo anche le risorse rimanenti a Fondo Atlante sono funzionali in tal senso.