PER IL DOPOSQUINZI C’È CAOS SUL NOME

Tante ambizioni personali, pochissime legittime aspirazioni. La rampa di lancio per l’elezione del prossimo presidente della Confindustria (Giorgio Squinzi è a fine mandato e in primavera l’associazione degli imprenditori deve eleggere il suo successore) sarebbe pronta. Solo che manca il candidato reale forte degno di cotanto nome. Intanto, si vocifera che due grandi elettori come Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda, la territoriale maggior azionista della confederazione di viale dell’Astronomia ed Emma Marcegaglia, autorevole past president che guida la Confindustria europea e l’Eni, starebbero per siglare un accordo segreto per fare da trampolino a un degno aspirante successore di Mr Mapei. Poteri, quest’ultimi, dai quali chiunque voglia fare il numero uno degli iimprenditori dovrà passare.Al momento attuale, la fotografia di chi punta a raccogliere il testimone da Squinzi vede una complessa ragnatela di scontri regionali fra auto-candidati. Caos che di fatto indebolisce le singole ambizioni già sul nascere (difficile infatti poter competere su scala nazionale, aggregando alleanze di peso se neanche la tua territoriale e la tua regionale ti votano compatte in maniera convinta). Oltretutto, in Confindustria vale la regola aurea che per fare il presidente non ci si autocandida, ma si viene chiamati. …