PERONI DIVENTA GIAPPONESE Non è noto il valore della compravendita, ma si era parlato di un’offerta da parte di Asahi di 2,55 miliardi tutto compreso.

‘Il sì’ è arrivato: Ab InBev ha accettato l’offerta di Asahi per il marchio italiano Peroni, per la britannica Meantime e per l’olandese Grolsch, che quindi cambiano nazionalità. La bionda tricolore passa così dal gruppo belga-brasiliano a quello nipponico: anche se non è noto il valore della compravendita, nei mesi scorsi Ab InBev aveva riferito di aver ricevuto un’offerta da Asahi per 2,55 miliardi di euro per il pacchetto completo. Per un certo periodo, sembrava che anche la società filippina che produce la San Miguel fosse interessata alla Peroni.L’operazione sarà effettuata in contemporanea con l’acquisizione della sudafricana SabMiller (che controllava i due marchi Peroni e Grolsh) da parte di Ab Inbev, una transazione annunciata a novembre scorso che vale 112 miliardi di euro.”Sia Peroni che Grolsch sono ottimi marchi con buone quote di mercati in Italia, Olanda e Regno Unito”, sottolinea invece Duncan Fox. “Dovrebbero permettere ad Asahi di distribuire i suoi marchi attraverso le reti di vendita, e credo che poteranno i brand europei anche in Giappone, in ottica premium”. L’arrivo nella scuderia SabMiller ha consentito a Peroni di espandere la sua presenza all’estero, soprattutto grazie al marchio premium Nastro Azzurro. Dei 4,8 milioni di ettolitri di birra prodotti da Peroni (con orzo coltivato al 70% in Italia) ogni anno ben 1,3 milioni vengono venduti oltreconfine.