POPOLARE PARLA CON BPM RESTA APERTA LA STRADA UBI

La partita delle banche si gioca anche sul piano della finanza. Con uno snodo importante a Verona e nel Banco Popolare. Da giorni sono insistenti sui mercati le voci di una stretta nelle trattative fra Bpm e l’istituto veronese: l’opzione piace al mercato, con gli analisti che ritengono che l’operazione avrebbe senso industriale. L’operazione, secondo Equita, che mantiene su entrambi i titoli una raccomandazione buy, con prezzo obiettivo a 1,16 euro su Bpm e a 16,8 euro su Banco Popolare, “avrebbe una forte logica industriale: stimiamo sinergie per il 13% della base costi, vale a dire 430 mln euro pre-tasse”. Per entrambi gli istituti, tuttavia, rimane aperta anche la strada che porta a un matrimonio con Ubi Banca, che negli ambienti veronesi è data ancora come forte. Quale che sia la scelta, il valzer potrebbe poi allargarsi verso Montebelluna, per coinvolgere Veneto Banca, in questo momento molto concentrata su aumento e quotazione, così da dare continuità ai risultati ottenuti in Assemblea, ma pronta, dopo aprile, a cercare un partner. Si andrebbe così a configurare quel polo ‘lombardo-veneto’ di cui aveva parlato, anche recentemente, il sindaco di Verona, Flavio Tosi. “Il progetto c’è già: il polo bancario lombardo-veneto con cuore a Nordest. Le risorse per farlo ci sono”, aveva detto a dicembre, facendo ipotizzare agli addetti ai lavori un ruolo anche per Fondazione Cariverona a sostegno del progetto….