POSTE: LA SECONDA TRANCHE IN BORSA A FINE ANNO

Via libera del consiglio dei ministri presieduto da Matteo Renzi alla privatizzazione della seconda tranche di Poste Italiane, pari al 29,7%, che arriverà in Borsa nella seconda metà dell’anno. Nel dettaglio, il consiglio dei ministri ha approvato il decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm) che definisce i criteri di privatizzazione e le modalità di dismissione di una ulteriore quota della partecipazione detenuta dal Mef nel capitale di Poste Italiane, dopo il trasferimento del 35% a Cassa Depositi e Prestiti. La governance, i poteri di nomina e di indirizzo di Poste resteranno al Ministero dell’Economia. Il decreto prevede che “l’alienazione della ulteriore quota potrà avvenire anche in più fasi e si realizzerà attraverso un’opv (offerta pubblica di vendita) rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti del Gruppo Poste Italiane, e a investitori istituzionali italiani e internazionali”. L’operazione è attesa nella seconda parte dell’anno. Per favorire la partecipazione all’offerta del pubblico indistinto dei risparmiatori e dei dipendenti, lo schema di decreto prevede specifiche forme di incentivazione, tenuto conto anche della prassi di mercato e di precedenti operazioni di privatizzazione. Tali forme di incentivazione potranno riguardare quote dell’offerta riservate e il prezzo (anche differenziato per pubblico indistinto e dipendenti).