RCS: TENTAR NON NUOCE

Urbano Cairo, patron di La7 e di molti periodici di gossip e non, ha lanciato un’opa non ostile sul gruppo ex Rizzoli, ora Rcs. Da tempo si sa che la casa editrice che edita tra l’altro anche il Corriere della Sera, versa in gravi condizioni finanziarie. Serve un nuovo azionariato, un nuovo editore. Insomma il solito cavaliere bianco. A breve Cairo incontrerà le banche esposte su Rcs. Condizione sine qua non per poter procedere con un minimo di speranza è quello di avere l’assenso del gruppo creditizio. L’Ops di Cairo è legata all’assunzione da parte delle banche creditizie della rinuncia per 423,6 milioni al rimborso anticipato dei prestiti in conseguenza del cambio, chiamiamolo di gestore, cioè di controllo del gruppo Rcs a cui va aggiunta una moratoria sui debiti fino alla data di approvazione del bilancio di quest’anno, cioè nel 2017. Sembra che Cairo e i suoi uomini abbiano incontrato gli istituti di credito singolarmente e non insieme. Quindi non si sa con precisione il tipo di reazione avuto. Per l’editore torinese una mossa azzardata per il gruppo e per le centinaia di lavoratori una speranza che si apra una strada nuova che porti Rcs fuori dalle “secche” nelle quali si è impantanata. Tentare non nuoce e Cairo questa volta ci prova sul serio.