Scrigno, porte anticrisi La società ha messo a segno importanti risultati in termini di fatturato e di pezzi venduti, sia in Italia che all’estero.

Neppure gli incentivi alle ristrutturazioni sono riusciti a far decollare il settore dell’edilizia, che continua a registrare un andamento fiacco. Secondo le ultime stime contenute nel Rapporto di Federcostruzioni, dall’inizio della crisi si è registrata una perdita di 75 miliardi di euro (-27%). Ma c’è un campione come il gruppo Scrigno  di cui si può a ragione dire che “ha sbattuto la porta in faccia” alla crisi mettendo a segno importanti risultati in termini di fatturato e di pezzi venduti, sia in Italia che oltre confine.Questa azienda riminese – nata nel 1989 dalla brillante intuizione dell’imprenditore Giuseppe Berardi,  e oggi guidata dalla figlia Mariacristina, che trasformò la classica “porta scorrevole” nell’innovativa soluzione a scomparsa – ha comunque chiuso il  2015 in controtendenza rispetto alla crisi del settore, aumentando il fatturato in Italia del 3%, con un tasso di crescita costante e progressivo nell’arco di tutto l’anno, arricchendo il buon risultato nel proprio Paese con l’export: l’incidenza delle esportazioni sul fatturato è, infatti, di oltre il 60%.Scrigno ha realizzato nel 2015 un fatturato aggregato di circa 63 milioni di euro e un Ebitda di 8,5 milioni. La produzione è di circa 300 mila contro-telai all’anno. I dipendenti sono 140.Le previsioni per il 2016 sono più promettenti, considerato il portafoglio ordini di gennaio e una serie di iniziative a tutto tondo messe in atto dall’azienda.