SUI CREDITI DETERIORATI LA BCE FA POCHI SCONTI

«Al momento in cui scriviamo, non sappiamo se le condizioni di mercato consentiranno di far coincidere la trasformazione in spa con una significativa operazione di “fusione” con un’altra grande popolare», ma siamo determinati ad «affrontare le difficoltà piuttosto che eluderle» al fine di «perseguire tale obiettivo». Così i vertici del Banco Popolare, in una lettera inviata ai 215 mila soci dell’istituto di credito di Verona in vista dell’assemblea convocata a Lodi il 19 marzo, rassicurano sulle nozze con Bpm.Intanto Pier Francesco Saviotti e Giuseppe Castagna proseguono la trattativa con Francoforte.La Bce sarebbe disposta a cedere sul board a 19 membri (anzichè 15) a patto che la versione “large” duri un solo mandato. L’Eurotower avrebbe poi accettato di concedere alla nuova banca due sedi (Verona e Milano), come pure la relativa autonomia delle filiali lombarde sotto Bpm, ma a condizione che questa indipendenza duri solo tre anni. Nulla osta anche sul tetto al diritto di voto (massimo 5%) previsto dal decreto Renzi alle popolari che si trasformano in Spa. Sul tema dei crediti deteriorati, infine, la Bce avrebbe chiesto di ridurne la mole cedendone 7 miliardi nel prossimo triennio e altri 3 entro il 2020.