Tocca a Carige di Achille Ottaviani

Dopo le banche venete e to­scane è il momento del più importante istituto di credito Carige della Liguria. Per il suo rilancio il piano presentato dal ceo Paolo Fiorentino che arriva al 2020 prevede ancora lacrime e sangue. L’obiettivo previsto è quello di riposizionare la banca ai vertici in Italia per reddittività e solidità. L’utile arriverà già il prossimo anno anche se è assai probabile che non si vedranno dividendi. La manovra di rafforzamento per raggiungere questi obiettivi è salita oltre il miliardo e deve essere completata secondo le indicazioni della BCE entro la fine di quest’anno. Il piano prevede la chiusura di ben 120 filiali e la riduzione di 1.000 addetti. Sono esattamente il doppio di quanto era stato previsto nel piano dello scorso febbraio. L’ad Fiorentino si è detto fiducioso e non ha nascosto che il piano di rilancio prevede condizioni assai dolorose. La parte più difficile riguarda il rafforzamento patrimoniale che si basa sull’offerta di scambio rivolta ai titolari di quattro subordinati, destinati agli istituzionali che per la banca significano 200 milioni di capitale fresco.