UNICREDIT CAMBIA TIMONE L’ad Ghizzoni ha escluso un aumento di capitale, ma...

Un aumento di capitale di Unicredit (escluso più volte dall’ad, Federico Ghizzoni) ai prezzi correnti di mercato sarebbe altamente diluitivo per gli azionisti. La lettura è di Banca Akros in un report all’indomani del vertice sulla governance tenutosi nella sede dell’istituto mentre il titolo è sui livelli di febbraio (quota 2,8 euro, -44% da inizio anno). Gli analisti rilevano anche che un cambiamento al timone potrebbe rilanciare il gruppo. Capitalizzazione e governance della banca sono tornati sotto i riflettori dopo il salvataggio sistemico messo in campo per la Popolare di Vicenza attraverso il fondo Atlante. Timori che non sembrano essersi sopiti anche dopo la trimestrale diffusa la scorsa settimana, chiusa con un calo dell’utile a 406 milioni ma sopra le attese degli analisti.Quel che più preoccupa il mercato sembra essere il livello di capitale con il Cet1 ratio transitional pro-forma che si attesta a 10,50% (-23 punti base trimestre/trimestre). Sul tema, Banca Imi evidenzia che una ricapitalizzazione sarebbe mirata a rafforzare la base di capitale, che offre attualmente un buffer limitato (25 punti base) sui requisiti Srep. Lunedì i soci forti di Unicredit hanno chiesto e ottenuto un «mandato esplorativo» perché il presidente Giuseppe Vita trovi soluzioni per migliorare la governance. Dietro le quinte i soci forti (c’erano le Fondazioni Caritorino, Cariverona e Carimonte, gli arabi di Aabar, Caltagirone, l’esponente del mercato Lucrezia Reichlin, che sembra possa candidarsi a una futura presidenza) si sono doluti anche per la garanzia data alla Popolare vicentina.