UNICREDIT: UN UTILE DA 406 MILIONI CON I NUMERI DI GHIZZONI

L’utile di Unicredit  batte le attese e in borsa il titolo segna un progresso del 2,54% a 3,068 euro. La banca ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 406 milioni di euro, in calo del 20,8% rispetto ai 512 milioni dei primi tre mesi del 2015 ma oltre il consenso degli analisti a 379 milioni di euro. Federico Ghizzoni contava sull’appuntamento  per mostrare che i numeri della sua banca sono buoni, ma anche per cercare di dissipare una voce ricorrente e fastidiosa. È quella che vorrebbe l’amministratore delegato spinto verso l’uscita da alcuni soci, non convinti dell’efficacia della sua azione. I cahiers de doléances appaiono ampi e articolati: la redditività non ingrana a pieno regime, l’accordo con Santander per il risparmio gestito di Pioneer, concluso oltre un anno fa e che avrebbe dovuto migliorare i requisiti patrimoniali della banca, non si vede ancora; sotto tiro c’è anche la garanzia di sottoscrizione che Unicredit aveva prestato per l’aumento di capitale da un miliardo e mezzo della Popolare di Vicenza e che è stata girata poi al fondo Atlante che si è ritrovato così in tasca il 99% dell’istituto in crisi.