VENETO BANCA SI AGGREGA Dopo l’aumento di capitale da 1 miliardo e la Borsa.

Dopo l’aumento di capitale da 1 miliardo di euro e la quotazione in borsa a metà giugno, Veneto Banca sarà sicuramente protagonista di un’operazione di aggregazione. “Al 100%”, ha confermato l’ad, Cristiano Carrus, spiegando che “l’ipotesi stand alone non è concepibile”. Sul dossier è già al lavoro l’advisor Ubs (mentre Rothschild al momento è concentrato sull’aumento di capitale e l’Ipo), ma non c’è ancora una short list di possibili partner. Quanto all’ipotesi di una fusione con la banca che nascerà dalle nozze tra Bpm  e Banco Popolare, Carrus l’ha smorzata.Comunque Veneto Banca ha intenzione di intavolare qualche trattativa in un’ottica di M&A già da quest’anno. “Dopo l’aumento di capitale e la quotazione non c’è un cronoprogramma e avremo la possibilità di sederci ai tavoli senza fretta, ma non è che abbiamo cinque anni di tempo. La Bce dice che queste operazioni devono essere fatte in un lasso di tempo abbastanza breve”, ha proseguito, “intendiamo discutere già quest’anno a qualche tavolo serio”. Anche perché “se si continua proditoriamente a immaginare che poveri e soli è bello è una sciocchezza”, ha aggiunto Carrus. “E’ bello essere capitalizzati”. In quest’ottica la fusione tra il Banco Popolare  e Bpm , “è coraggiosa” e poi presenta dei modelli di approccio al problema che verranno utilizzati per le operazioni successive, “ben venga quest’operazione, sono tifoso e spero porti a casa risultati”, ha osservato l’ad, convinto che l’aumento di Veneto Banca avrà successo a dispetto dei mercati”.