VENETO BANCA: “UNO SPERPERO DI FIDUCIA” Si surriscalda il clima fra le due liste che sono in lizza per il nuovo Cda che sarà eletto il 5 maggio. Ma Carrus è “uomo Bce”.

Meno di dieci giorni all’assemblea di Veneto Banca del 5 maggio. E il clima si scalda fra le due liste in lizza per il nuovo cda. Il consiglio di amministrazione di Veneto Banca avrebbe peccato di «sperpero della fiducia» secondo Giovanni Schiavon, presidente della Associazione azionisti di Veneto Banca che, assieme all’altra associazione Per Veneto Banca sostiene la lista antagonista a quella del cda uscente. «Competenze, eticità di comportamenti, correttezza nelle informazioni, vigilanza tempestiva e coordinata, sono gli strumenti per restituire ad una banca e ai risparmiatori la fiducia ovvero quel bene prezioso che oggi sta diventando sempre più scarso» afferma Schiavon in un lungo intervento diffuso in queste ore. Ma gli azionisti capitanati da Schiavon, che è l’ex presidente del Tribunale di Treviso hanno però il problema che  il Ceo Cristiano Carrus è l’uomo indicato dalla Bce, che nei giorni scorsi ha dato la perentoria indicazione di volere continuità al vertice. Sentendosi investito dalla benedizione di Francoforte, Carrus ha lavorato per arrivare a una lista unica, offrendo ai “ribelli” 6 posti in consiglio su 11. Non si è raggiunto l’accordo sui nomi perché a Schiavon non sono piaciuti alcuni nomi sui quali Carrus manifestava una sospetta insistenza, e soprattutto perché per la lista degli azionisti insoddisfatti l’obiettivo principale è proprio il ridimensionamento dell’amministratore delegato.