VISCO SE NE VA NO, RESTA

Anticipandoun pò tutti, come spesso avviene sulla riconferma di Visco, scrivevamo con ironia la scorsa settimana “morto Visco, viva Visco”. Un piccolo scoop e come avete avuto modo di constatare è andata proprio così. A Palazzo Koch in via Nazionale a Roma siederà ancora lui, facendo il bis per altri sei anni. Il premier Gentiloni ha firmato la lettera di designazione e il Quirinale emetterà il decreto di nomina. In un paese normale, diciamoci la verità, non sarebbe mai successo. Sappiamo bene che il nostro non lo è. Un vero e proprio pugno in faccia al segretario del PD Matteo Renzi che in ogni modo aveva tentato di bloccare la riconferma del governatore. Gli è andata male anche questa volta. Non contento, fa sapere ai quattro venti che farà in modo che emergano le colpe della gestione Visco sulle banche venete e su MPS in particolare. Il braccio di questa vendetta dovrebbe essere la commissione parlamentare guidata da Pier Ferdinando Casini. La vediamo dura. Pochi sanno che Casini è stato membro di cda di alcune Casse di Risparmio del Piemonte per molti anni. E di inciuci se ne intende. Non a caso giocando d’anticipo, lo hanno messo a presiedere l’importante commissione parlamentare.